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Sabato, 30 Maggio 2015

Concerto del Plenilunio 2015

Piazza Antichi Padri, Civate (LC) - ore 21.00

Ritorna l'appuntamento annuale con il Concerto del Plenilunio di Civate, quest'anno in anticipo e in una cornice tutta nuova.

In collaborazione con l'associazione Luce Nascosta diamo la possibilità, per chi lo desidera, di visitare la Casa del Pellegrino, suggestivo gioiello del XV secolo.

Il concerto è gratuito.
Per la visita alla Casa del Pellegrino è consigliata la prenotazione al numero 334.1334856.
La visita inizierà alle ore 20.00 ed avrà un costo promozionale per persona di 3,00 €.

 

Casa del Pellegrino

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L'edificio situato in via Canova era un tempo utilizzato come alloggio per i viaggiatori e per i pellegrini che si recavano a S. Pietro al Monte e come luogo di ricovero per i malati. L'esterno presenta resti di un porticato e aperture di notevole interesse, con elementi modanati in cotto. All'interno sono conservati cicli di affreschi cortesi con scene di caccia e decorazioni da ricondurre alla prima metà del Quattrocento. Le prime testimonianze che attestano l'esistenza della costruzione risalgono alla prima metà del Quattrocento, precisamente un atto notarile lo definisce un Ospedale di proprietà del monastero di San Calocero. Dal Quattrocento in poi, dopo essere stato utilizzato come casa del cappellano del SS. Rosario, viene abitato da diverse famiglie locali fino al 1640 quando gli ultimi proprietari, la famiglia Canali ,donano lo stabile alla scuola del SS. Rosario, che provvedeva all'assistenza ai poveri, agli ammalati e ai pellegrini. E' da sottolineare che la famiglia Canali era proprietaria anche del Castello di Brianza, dove è conservato un ciclo di affreschi simile a quello che sitrova nella casa del pellegrino. Nei primi decenni del settecento viene trasferita la dignità parrocchiale da San Calocero alla chiesa dei SS. Vito e Modesto e la casa del pellegrino viene accorpata ai possedimenti della parrocchia che la utilizza come casa del cappellano della confraternita del SS.Rosario. Dal 1882 al 1942 la famiglia Dell'Orto entra in possesso della casa che viene successivamente donata alla Parrocchia per essere utilizzata come canonica.

 

Basilica di San Pietro al Monte

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http://www.expo.rai.it/il-monastero-di-san-pietro-al-monte/

Tra i monumenti imperdibili della Lombardia cristiana, proposti ai visitatori di EXPO 2015 provenienti da tutto il mondo, la commissione presieduta da Vittorio Sgarbi ha individuato per la provincia di Lecco esclusivamente il complesso monumentale di San Pietro al Monte sopra Civate. L'abbazia è un complesso architettonico di stile romanico, situato nella valle dell'Oro nel comune di Civate in provincia di Lecco. Il luogo si compone di tre edifici: la basilica di San Pietro, l'oratorio intitolato a san Benedetto e quello che era il monastero di cui rimangono solo rovine. Le costruzioni facevano parte del complesso dell'abbazia benedettina di Civate comprensiva, nell'abitato, della basilica di San Calocero e delle chiese di San Nazaro e San Vito. Due portali in pietra con inciso il motto Ora et labora ricordano la passata presenza di frati benedettini. L'imponente ciclo di affreschi della basilica di San Pietro, che ha come tema l'Apoteosi finale del Cristo e il Trionfo dei Giusti sulla falsariga dell'Apocalisse di san Giovanni, ne fa una tra le più importanti testimonianze romaniche lombarde. La leggenda di San Pietro al Monte narra che l'ultimo re longobardo Desiderio vi costruisse un cenobio nel 772 per la miracolosa guarigione dell'occhio del figlio Adelchi grazie alle acque di una fonte, che scorre a tutt'oggi vicino alla chiesa. A parziale testimonianza di una presenza tardo antica resti di una torre, cappelle, colonne e murature databili tra il V e VIII secolo. Il più antico documento, risalente al IX secolo, cita la presenza dell'abate Leutgario con trentacinque monaci benedettini legati al monastero di Pfäfers in Svizzera. Il vescovo di Milano Arnolfo volle essere seppellito a San Pietro (1097) dopo avervi trascorso gli ultimi anni di vita: probabilmente la sua presenza portò ai lavori di trasformazione dell'XI secolo. L'ampliamento della struttura portò al capovolgimento dell'asse est-ovest della basilica a successivamente alla sua decorazione. Il monastero fu distrutto per ritorsione dal Libero comune di Milano in seguito allo schierarsi dai monaci con l'imperatore Federico Barbarossa, la comunità benedettina si trasferì a valle lasciando la custodia a pochi monaci votati all'eremitaggio. Sulla metà del XVI secolo monaci Olivetani tornarono a far vivere l'abbazia, furono scacciati definitivamente nel 1798 durante la Repubblica Cisalpina.

 

Chiesa di S. Calocero

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La fondazione della chiesa di S. Calocero, in stretta relazione con la chiesa di S. Pietro al Monte, si fa risalire al tempo del vescovo Angilberto II che avrebbe trasportato le reliquie del santo martire da Albenga, per sottrarle alla profanazione dei musulmani che erano alle porte. Tuttavia il nome del monastero di S. Calogero accanto a quello di S Pietro compare solo in un documento del 1018, anno in cui sale alla cattedra di arcivescovo di Milano Ariberto, ragion per cui molti studiosi attribuiscono a questo arcivescovo il trasporto del corpo di S. Calocero da Albenga a qui. Alcuni frammenti architettonici fanno risalire al IX sec. le origini dell'abbazia e a questo periodo appartengono frammenti di sculture, probabilmente plutei o cancelli per recingere il presbiterio, oggi conservati in un locale a lato della cripta. Si può ipotizzare allora che nel IX secolo ci fosse una chiesa più piccola, che sia stata edificata la chiesa attuale nel sec XI e che sia stata ampliata e decorata alla fine del XI sec. Dopo il sec XIII inizia per l'abbazia il decadimento. Mentre la chiesa alpestre riuscirà a salvarsi dai rifacimenti, la chiesa al piano viene ampiamente rimaneggiata. Non c'è più, dopo il XI sec., un abate residente ma abati commendatari che riscuotono le rendite e sovrintendono alla sua conservazione. Il più famoso fu il card. Ascanio Sforza che fece restaurare la chiesa come risulta da una iscrizione sull'architrave della porta principale. Ci furono poi il cardinale Antonio Trivulzio (due lapidi lo ricordano sul muro del chiostro) e il nipote Filippo Trivulzio. Dopo i Trivulzio arrivò Niccolò Sfrondati divenuto papa nel 1590 col nome di Gregorio XIV che chiamò a Civate gli Olivetani per carenza di vocazioni tra i Benedettini. Essi diedero mano al rifacimento del monastero. Sappiamo che la chiesa del monastero serviva anche per tutte le celebrazioni della comunità cui presiedeva un vicario arcivescovile, ma la convivenza tra monaci e clero secolare non era pacifica. Nel 1734 il cardinale Erba-Odescalchi volle perciò che fosse trasportata la cura d'anime dal monastero alla chiesa dei SS. Vito e Modesto, una piccola chiesa che venne allo scopo ampliata anche con il contributo economico dei monaci. La riforma dei monasteri voluta da Maria Teresa d'Austria, diede un duro colpo all'abbazia civatese ma sorte ancora peggiore gli toccò dopo la rivoluzione francese e l'avvento di Napoleone. Il monastero fu soppresso e venduto a privati (fam. Zuccoli, fam.Demeister, dr. Emilio Nava). Gli arredi furono in parte venduti, alcuni finirono nella Parrocchiale come la statua lignea dell'Addolorata. Rimasero il campanile e le campane: il primo fu abbattuto nel 1896 perchè ritenuto pericolante e le seconde svendute.

 

Note e informazioni

Piazza Antichi Padri è servita da un comodo parcheggio, che si raggiunge seguendo le indicazioni per la Chiesa parrocchiale, salendo per via del Roccolo e via Giovanni Paolo II.
In alternativa, altre possibilità di parcheggio si trovano in via Francesco Broggi, presso il Comune.

Per le visite ai vari luoghi di interesse, tutte le informazioni utili sono disponibili sui siti www.lucenascosta.it e www.amicidisanpietro.it 

In caso di maltempo, il concerto si terrà presso la palestra delle scuole elementari di Civate, in via Abate Giacinto Longoni.